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  -    -    -  chiesa di Santa Teresa di Gesù bambino
Chiesa di Santa Teresina a Torino

CAPPELLA BATTESIMALE, FONTE BATTESIMALE, SPAZIO CELEBRATIVO, AMBONE

2010 – 2013
Un intervento in una chiesa dall’architettura profetica, in cui collocare due sculture geometriche emergenti dalla pavimentazione per farne il Luogo della Parola e il Luogo del Battesimo, alla presenza dell’acqua e di un’onda lignea, in uno spazio laterale perduto e ritrovato, chiuso e infine riaperto.

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CRONOLOGIA: 2008-2012
INTERVENTO: Nuova cappella battesimale, nuovo fonte battesimale, nuovo ambone
SITO: Corso Mediterraneo 100, Torino
COMMITTENTE: Parrocchia di Santa Teresa di Gesù Bambino
IMPRESE: Casahome Restructura, Dalgo Marmi
AVANZAMENTO: realizzato
FOTOGRAFIE: L. Palladini
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Il progetto è mirato a due ambiti ben precisi: un nuovo fonte battesimale al centro della cappella laterale di destra, ridefinita come spazio per il battesimo e il sacramento della riconciliazione, e un nuovo ambone nell’area presbiterale.

Il progetto originario, a firma degli architetti Fasana, Lenti, Varaldo e Zuccotti, prevedeva già nella cappella di destra un fonte battesimale, ma fino ad oggi i battesimi sono sempre stati celebrati servendosi di un piccolo bacile mobile collocato al centro di questo spazio.
Il nuovo fonte si inserisce al centro geometrico di questo ambiente aperto verso l’aula, nell’intento di dare compimento all’area battesimale. Ideato con una forma che si ricollega all’altare e che allo stesso tempo richiama la simbologia tradizionalmente legata al battesimo in Cristo, è costituito da una base quadrata da cui la pietra chiara (marmo botticino, beige d’algerie o simili) muta in un ottagono e successivamente in un cerchio; nasce un solido che è l’interpolazione, a diverse quote, del cubo, del prisma ottagonale e della sfera. Simbolicamente la natura della terra si trasfigura così, verso l’alto, nell’ottavo giorno e nella circolarità della vita senza fine, che abbraccia l’acqua nel catino centrale.
L’acqua battesimale, stabilmente presente nel fonte grazie ad un sistema interno di pompe che le permette di mantenere sempre lo stesso livello, ricade poi a cascata in un ampio foro circolare interno al bacino stesso. Nello stesso punto è prevista la collocazione del cero pasquale su un supporto a bicchiere di diametro inferiore. In questo modo la penetrazione del cero nell’acqua del battesimo, avvenuta durante la veglia pasquale, sembra aver lasciato un segno indelebile, anche quando il cero non è stabilmente collocato nel fonte.
La superficie del perfetto piano orizzontale dell’acqua diviene un elemento fondamentale del progetto per la sua specifica caratteristica di essere specchiante: a riflettersi sul pelo dell’acqua è infatti una piccola croce in ottone collocata in asse sopra il fonte, nel punto di incrocio della struttura in cemento armato del solaio che copre la cappella. Il mistero pasquale in cui i battezzandi sono immersi, viene così evocato dalla croce, dal cero e dallo stesso blocco di pietra, trasfigurato nelle forme evocatrici della vita piena in Cristo.

Attorno al fonte trovano spazio i nuovi confessionali collocati in aderenza alle pareti della cappella con andamento semicircolare. Realizzati con una fitta sequenza di listelli di legno su struttura in ferro e pannelli di tamponamento in policarbonato, essi sono posti simmetricamente rispetto al fonte battesimale, quasi ad abbracciarlo, e sono pensati con arredi interni che consentano sia il contatto vis-à-vis tra prete e fedele che la mediazione della grata. Per garantire una leggera illuminazione naturale di questi ambienti abbiamo previsto delle piccole aperture quadrate sul perimetro esterno della muratura poligonale della cappella, seguendo la trama dei mattoni faccia a vista. Negli spazi risultanti ai lati dei confessionali si trova una piccola nicchia chiusa da sportellino per custodire il sacro crisma e gli altri olii santi.
Tra i due confessionali il progetto prevede inoltre, quale elemento di forte impatto visivo, la riapertura della porta (inizialmente prevista ma successivamente murata) posta in asse alla cappella e ben visibile dall’esterno. Questa nuova apertura fa irrompere la simbologia della luce naturale del sud all’interno della cappella, con positivi risvolti anche sulla ritrovata percezione della geometria di questo spazio (oggi poco valorizzato ma architettonicamente molto significativo).
Non la immaginiamo come un punto di passaggio ma come un grande fondale trasparente e luminoso per il fonte battesimale che permetta alla luce di penetrare lo spazio e al fedele di poter guardare oltre, verso un piccolo angolo fiorito, ricavato esternamente con un’aiuola di forma semicircolare posta in adiacenza alla nuova apertura. Le essenze qui piantumate fioriranno proprio nel tempo di Pasqua dando spettacolo in una magnifica corrispondenza tra ciclo della vita vegetale e ciclo della vita cristiana, che trova nella Pasqua il suo culmine. La Magnolia soulangeana, la Spiraea thunbergii o il Pyrus calleryana possono essere esempi di possibili essenze atte a tale scopo.

Il nuovo ambone si colloca lungo l’asse ideale che unisce fonte battesimale e altare, nell’angolo frontale sinistro della pedana presbiterale.
Nell’attuale sistemazione liturgica la proclamazione della Parola avviene già in quest’area, su di una pedana rialzata da due gradini e con un leggio mobile. Questa soluzione venne realizzata dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II. Quando la chiesa fu costruita, precedentemente alla riforma liturgica, era infatti previsto un pulpito laterale ma non l’ambone. L’ipotesi postconciliare, di cui ci ha parlato l’architetto Varaldo, era quella – molto suggestiva – di proporre la proclamazione con una disposizione del lettore in diagonale, idealmente orientato verso l’altare e le porzioni laterali dell’assemblea. Questa soluzione (che è stata nuovamente sperimentata in questi mesi di preparazione del progetto) è stata però accantonata dalla comunità parrocchiale perché in occasione delle celebrazioni feriali e dei funerali è solo la porzione dell’aula frontale all’altare a riempirsi di persone e quindi in questo caso il lettore darebbe per lo più le spalle all’assemblea.
Dopo aver considerato diverse ipotesi e la sperimentazione già citata, la richiesta del parroco è maturata quindi nel confermare l’attuale orientamento del lettore verso la porzione di assemblea frontale all’altare.
La nostra proposta nasce da questa indicazione ed è il tentativo di una soluzione il più possibile “dialogante” con tutta l’assemblea, disposta attorno all’altare.
Il progetto configura un ambone realizzato nella stessa pietra di altare e pavimentazione, con una forma circolare che, in virtù della mancanza di spigoli, si orienti idealmente verso tutti. Il lettore potrà cosi posizionarsi prevalentemente verso i banchi di fronte all’altare o, in alcuni casi, potrà sperimentare orientamenti diversi in occasione di particolari celebrazioni liturgiche, sempre abbracciato e protetto dal parapetto curvo in pietra al cui interno si posiziona. Collocato in tangenza all’esistente spigolo della pedana presbiterale, lungo l’ideale linea che unisce l’altare al fonte e all’albero fiorito oltre la nuova apertura ricavata nella muratura esterna, il nuovo ambone diventa un possibile punto di snodo tra ambito presbiterale con i ministri ordinati e assemblea co-celebrante, radunatasi intorno alla Parola e al luogo della sua proclamazione.
Il progetto prevede in fine la realizzazione di quattro sedute mobili per i concelebranti (attualmente ricavate – per necessità – da altrettante poltroncine in alluminio) poste a scavalco dei gradini del presbiterio che conducono alla sede. Queste sedute saranno realizzate in metallo con un disegno che dialoga con quello della sede, ma più semplice e leggero.