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  -    -  chiesa del Sacro Cuore di Maria
Chiesa del Sacro Cuore di Maria a Torino

ADEGUAMENTO LITURGICO DELL’AREA PRESBITERALE

2008 – 2012

Il progetto di adeguamento liturgico della parrocchia del Sacro Cuore di Maria di Torino (via Morgari angolo via Belfiore) nasce dalla necessità di risolvere una serie di problematiche spaziali, simboliche e architettoniche che si sono progressivamente evidenziate nella quotidiana prassi celebrativa dell’Eucaristia e della Liturgia delle Ore, secondo i rituali del Concilio Vaticano II. L’intervento proposto tende a coniugare tali esigenze nel pieno rispetto della prestigiosa architettura realizzata da Carlo Ceppi tra il 1890 e il 1895 (vedi relazione storica).
Nello specifico i bisogni esplicitati con chiarezza e consapevolezza dalla committenza sono i seguenti:
– poter disporre di uno spazio presbiterale che sia luogo importante della chiesa, non solo perché ad esso tende l’orientamento dell’edificio, ma anche perché in esso vi si trovano elementi strutturali stabili (l’altare, l’ambone, la sede presidenziale) che, con la loro simbologia, siano significativi ed espressivi di Cristo e dunque aiutino a vivere con maggiore intensità “misterica” le azioni liturgiche.
– Più in dettaglio: per quanto riguarda l’altare ci pare fondamentale che esso diventi maggiormente il vero polo centrale della comunità che celebra e sia dunque ben visibile e degno. Per quanto riguarda l’ambone, il bisogno è quello di disporre di una nobile, stabile ed elevata tribuna e non di un semplice leggio; che esso sia inoltre di forma correlata a quella dell’altare e che funga da “cerniera” tra navata e presbiterio. Per quanto riguarda la sede presidenziale, infine, abbiamo l’esigenza che essa diventi elemento stabile dello spazio presbiterale e che sia anch’essa costruita in forme nobili e con materiali solidi.
– Un altro bisogno emerso dalla viva prassi celebrativa è quello di poter abitare uno spazio liturgico che, oltre ad essere “spazio del sacro”, luogo che rimanda e apre ad un oltre, possa anche essere sempre più “luogo della comunità”, funzionale ad essa, che è il vero soggetto celebrante della liturgia; dal momento che all’interno dell’assemblea vi sono distinzioni di ministeri, ma non più vere separazioni tra chi “celebra” e chi “assiste” com’era nella liturgia preconciliare, sentiamo il bisogno di uno spazio che non blocchi il giusto dinamismo tra l’assemblea e i differenti poli celebrativi.
– un’ultima esigenza è quella di un riequilibrio del messaggio iconografico, attualmente non concentrato a sufficienza sul mistero pasquale di Cristo. Ci pare necessario, in particolare, prevedere l’inserimento di una croce.